La Caduta del Muro - il commemorativo Wostok, la Porta di Brandeburgo

Per gli appassionati di orologeria sovietica.
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La Caduta del Muro - il commemorativo Wostok, la Porta di Brandeburgo

Messaggio da finestraweb » gio nov 21, 2019 10:07 am

Girovagando per la sezione, ho visto come non si faccia cenno ad un evento che per un "russofilo, non solo sovietofilo" non può passare inosservato: il 9 novembre 1989 cadde il Muro di Berlino, il segno più tangibile e per noi vicino del cambiamento che stava avvenendo nell'Unione Sovietica ad opera del nuovo segretario generale del Partito Comunista dell'Unione Sovietica, Michail Gorbačëv.
Quest'anno si è festeggiato il trentennale di quello che fu un giorno epocale, tappa che permise la riunificazione della Germania e diede un impulso alla nascita dell'Unione Europea.
I particolari principali della vicenda, sono reperibili su wikipedia
Ancora all'inizio dell'anno, c'era chi profetizzava che il Muro sarebbe restato in piedi altri 100 anni ed invece 11 mesi dopo quel discorso fatto a gennaio del 1989, il Muro cadde.
Oggi sembrerà impossibile, ma con la Cortina di Ferro un cittadino russo o del blocco orientale non poteva circolare al di fuori del blocco di influenza sovietica; necessitava di permessi che erano concessi solo in caso eccezionali di comprovata affidabilità "politica" della persona.
Questa Cortina di Ferro iniziò a vacillare ad agosto 1989 quando l'Ungheria tolse il blocco alla circolazione delle persone con l'Austria, che divenne quindi la porta verso l'ambito Occidente.
Questa decisione impose alla DDR una regolamentazione dei passaggi al di là del Muro: inutile impedire il passaggio attraverso il Muro, se si poteva comunque giungere in Occidente per altra via.

"Il 9 novembre 1989, durante una conferenza stampa convocata per le 18, al ministro della propaganda Günter Schabowski,fu recapitata la notizia che il politburo della SED aveva deciso che tutti i berlinesi dell'Est avrebbero potuto attraversare il confine con un appropriato permesso, ma non gli furono date informazioni su come trasmettere la notizia.
Dato che era stato preso poche ore prima della conferenza, il provvedimento sarebbe dovuto entrare in vigore nei giorni successivi, dando così il tempo di dare la notizia alle guardie di confine e regolamentare la procedura di concessione dei permessi.
Alle 18,53 il corrispondente ANSA da Berlino Est Riccardo Ehrman chiese da quando le nuove «Reiseregelungen» ("regole di viaggio") sarebbero entrate in vigore. Schabowski cercò inutilmente una risposta nella velina del Politburo, ma, non avendo un'idea precisa, azzardò:
«Per accontentare i nostri alleati, è stata presa la decisione di aprire i posti di blocco. (...) Se sono stato informato correttamente quest'ordine diventa efficace immediatamente.»
"

Fu la fine del Muro.
Migliaia di persone di recarono ai varchi di accesso: le guardie di frontiera, prive di ordini, non sapevano cosa fare, ma vista la moltitudine della folla, si resero conto di non poter far nulla ed i varchi furono aperti.
Più prosaicamente, da lì a poco masse di ungheresi e polacchi si sarebbero riversati anche in Italia, portando con sé come valuta molta mercanzia, tra cui tanti orologi :D
Ecco perché la caduta del muro e della cortina di Ferro è un evento che un russofilo dovrebbe ricordare con piacere!
Per lo meno chi all'epoca c'era ed era già interessato al fenomeno; purtroppo per me, me ne interessai tardi e comunque la maggior parte dei polacchi approdava a Roma (dove c'era il "loro Papa) o ad Assisi, non nella grigia pianura padana.

In occasione del trentennale, hanno riproposto documentari dell'epoca e devo dire che ho provato un senso di stranezza quando ho rivisto le immagini di quei giorni, confrontati con i nostri.
Si festeggiava l'abbattimento di un Muro, la riunificazione di un popolo, la libera circolazione delle persone.
Diversi persone negli anni precedenti erano morte per tentare un approdo all'Ovest ed all'epoca nessuno si meravigliava dei loro tentativi e se qualcuno avesse avuto il coraggio di dichiararlo, credo che sarebbe stato oggetto di uova marce.
Oggi forse non sarebbe così, perché di là si direbbe che "avevano tutto"; un'istruzione, una casa, un lavoro, una sanità garantita, la possibilità di creare una famiglia.

Infine, alcune note:
1) in Germania esiste il fenomeno della Ostalgie, per cui vi rimando al link proposto
2) tra i vari, vi segnali due film inerenti alla Germania dell'Est. L'umoristico Good bye Lenin! ed il più serioso Le vite degli_altri.

La caduta del Muro di Berlino è suggellata dal seguente quadrante Vostok che rappresenta la porta di Brandeburgo, con la bandiera della Germania issata e senza più il Muro alle spalle (la vista della porta, è dalla parte orientale)
1.jpg
1.jpg (153.28 KiB) Visto 67 volte
Com'era in uso nella produzione di quegli anni, il medesimo quadrante è stato montato in casse di forma diversa.
Onestamente, potrei avere qualche dubbio sulla coerenza delle sfere che "in teoria" sono di appartenenza alla serie Amphibia.
Non ho approfondito la ricerca nei cataloghi: per altro ricordo come i cataloghi di Levenberg non sono a mio giudizio attendibili al 100%, nel senso che spesso rappresentano ciò che all'epoca c'era.
Gli unici cataloghi attendibili al 100% a mio giudizio sono quelli del produttore, ma nel caso di Wostok scarseggiano e non so neanche se esistono per queste produzioni.
L'esemplare oggetto della foto ha perso la colorazione celeste sulla parte superiore del quadrante, a rappresentare il cielo; al fondo ho messo la foto di un esemplare meglio conservato
2.jpg
2.jpg (130.75 KiB) Visto 67 volte
Il medesimo quadrante è reperibile in altre colorazioni, ma come sempre per la produzione russa, bisogna fare attenzione alle ristampe che ultimamente spopolano anche per questi modelli.
Il movimento è il Boctok 2416B, a carica automatica tramite l'oscillazione della massa in entrambe le direzioni.
5.jpg
5.jpg (202.91 KiB) Visto 67 volte
Infine, due immagini di profilo:
7.jpg
7.jpg (86.21 KiB) Visto 67 volte
8.jpg
8.jpg (98.82 KiB) Visto 67 volte
p.s. ecco la foto di un quadrante che non ha perso la colorazione del cielo:
celeste.jpg
celeste.jpg (130.13 KiB) Visto 42 volte
p.s.2 scopro ora che di questo quadrante se n'era parlato già qui in questo thread di capanelle, in cui troverete il medesimo quadrante, ma in altre colorazioni.
Ultima modifica di finestraweb il ven nov 22, 2019 4:12 pm, modificato 2 volte in totale.

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Re: La Caduta del Muro - il commemorativo Wostok, la Porta di Brandeburgo

Messaggio da ars57 » gio nov 21, 2019 10:32 am

Quindi possiamo definire questo modello come l'inizio del periodo "transizionale"?
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Re: La Caduta del Muro - il commemorativo Wostok, la Porta di Brandeburgo

Messaggio da Giacomo » gio nov 21, 2019 2:56 pm

Discussione molto interessante. Ho imparato qualche cosa di nuovo anche oggi.
Grazie

finestraweb
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Re: La Caduta del Muro - il commemorativo Wostok, la Porta di Brandeburgo

Messaggio da finestraweb » ven nov 22, 2019 10:08 am

ars57 ha scritto:
gio nov 21, 2019 10:32 am
Quindi possiamo definire questo modello come l'inizio del periodo "transizionale"?
Questo orologio è un commemorativo, fatto dopo l'evento e forse in modo particolare rivolto al pubblico tedesco.
Quindi, che sia il primo, non lo so, non penso.
Al di là della definizione, andiamo a vedere cosa si intende per "periodo transizionale".
L'Unione Sovietica, il cui nome completo sarebbe Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche cessò d'esistere a dicembre 1991 quando nacque la CSI, la Comunità degli Stati indipendenti che avrebbe dovuto sostituirsi in parte alla precedente struttura federale com'era l'unione sovietica.
Nel 1994 la sola Russia fu riconosciuta come "Stato successore dell'USSR".
Altro esempio: il 1992 furono le ultime Olimpiadi in cui gli atleti dei vari stati gareggiarono insieme; già nelle olimpiadi invernali del 1994, ognuno andò da sé.
La CSI pur tutt'ora esistente, fu un passaggio di transizione tra l'ex USSR e la situazione attuale, com'è oggi, in cui la Russia ha un ruolo egemone; a quel periodo, vanno inseriti i quadranti spesso definiti "transizionali", sopratutto Wostok, che non recano più la scritta "Made in USSR" né la scritta "Made in Russia".
La questione riguarda sopratutto i quadranti Wostok, forse perché la Wostok (anche indicata con Vostok o Boctok) ha sede nella Repubblica autonoma del Tatarstran, in Russia.
La Poljot ad esempio, aveva sede direttamente a Mosca e non mi pare che abbia mai fatto quadranti senza riferimento geografico.

Qui sotto ti mostro un esempio della questione.
Stesso modello: wostok "sommergibile"
Versione sovietica
somm_ccp.jpg
somm_ccp.jpg (183.55 KiB) Visto 45 volte
Versione "transizionale"
somm.jpg
somm.jpg (181.21 KiB) Visto 45 volte
Penso che ci sia anche la versione "russa", ma non l'ho ritrovata dopo breve ricerca
Oppure:
1 (2).jpg
1 (2).jpg (143.89 KiB) Visto 43 volte
1.jpg
1.jpg (138.69 KiB) Visto 43 volte
Poi, è chiaro che ognuno usava ciò che aveva: se si avevano in magazzino dei quadranti "sovietici", li si utilizzava tutti anche se la cccp non c'era più.
Piccole considerazioni a parte, il discorso può essere fatto così.
A presto,

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