Alla ricerca della max amplitudine

Sezione Generica di orologeria
Rispondi
atomik
Senior Advanced User
Senior Advanced User
Messaggi: 1149
Iscritto il: sab gen 21, 2023 5:16 am
Località: BARI

Alla ricerca della max amplitudine

Messaggio da atomik » lun apr 14, 2025 11:22 am

Ultimamente nelle mie sbirciate sugli argomenti inerenti l'orologeria mi sto soffermando su un argomento, direi molto importante(ma non unico)per quanto riguarda l'amplitudine di un bilanciere, cioè l'escursione massima espressa in n gradi che percorre il bilanciere tra un impulso e relativo ritorno🤔 be'
mi sto divertendo tra le varie letture di post tra utenti e tecnici di svariati forum(il nostro non compare su questo argomento)
parlano di tutto, dalla molla al gioco del dardo☹️il cammino perduto, i pivot, le pietre, l'equilibratura dinamica, il parallelismo della spirale ecc.......in primis la qualità di revisione ed oli super😏ma dico......per ottenere qualche grado in più? ho letto di un certo prof.De Toma che asseriva di una buona amplitudine a 270° e dopo una revisione a 300 e più gradi, sono d'accordo, ma per quanto tempo si mantengono queste caratteristiche? bè devo fare un po il bastian contrario e cioè parlarvi di un mio orologio che sto indossando dall'inizio di quest'anno e che monta anche una molla non sua(è di un eta 2892 con una piccola differenza di spessore, l'originale è 0,12 mentre l'attuale è 0,11½) e devo dire che l'orologio pur avendo un'amplitudine max di 248° fa meno di un minuto mese
portandolo sempre al polso e togliendolo prima di coricarmi, con questo non voglio dire che una bassa amplitudine di un bilanciere non sia indice di cattivo funzionamento, ma c'è tanto altro che in un orologio deve essere al Top per avere prestazioni di tutto rispetto.
Poi devo aggiungere che; verissimo che un bilanciere a grande inerzia con un diametro maggiore mantiene costante la marcia
rispetto ad uno più piccolo, ma è pur vero che un colpo preso dal bilanciere più grande viene sentito molto di di più che da quello di diametro inferiore, insomma ci sono i pro ed i contro, se parliamo a livello di laboratorio e di cronometria statica, do ragione al bilanciere più grande, na se siamo persone energiche vado per il bilanciere più piccolo, per ogni cosa che funzioni bene, ci sono i vantaggi e gli svantaggi.
Ho voluto fare delle prove con meccaniche che tengo riposti nei cassetti e che non vengono revisionati da molto tempo, li ho testati al comparatore, vi indico calibri e letture;
As 1941 il più malmesso 10½"' +2sec/error 0,2/ampli 266
As 1986 aut.11½"' +11sec/error 0,2/ampli 242
Fe 4611 11½"' aut. +46sec/error 0,3/ampli 254
As 1525 10½"' +1sec/error 1.6/ampli 287
Per cui da come potete notare, anche su movimenti in stato di abbandono l'amplitudine e ancora viva, non si è dissolta solo perché un movimento e privo di manutenzione o revisione, ma come ho detto prima, per ottenere ottime prestazioni dal vostro segnatempo occorrono molti più ritocchi e controlli, non solo l'amplitudine, la verità e che la perfezione e una chimera, non esiste oppure esiste solo per poco, vi mostro foto del movimento As1941 messo peggio, ciao👋
Allegati
IMG_20250414_112834.jpg
IMG_20250414_112834.jpg (53.36 KiB) Visto 1271 volte
IMG_20250414_112841.jpg
IMG_20250414_112841.jpg (54.82 KiB) Visto 1271 volte
Ultima modifica di atomik il lun apr 14, 2025 4:33 pm, modificato 1 volta in totale.
Il mio sogno era quello di fare l'orologiaio, mezzo già lo sono, intanto continuo a sognare.

atomik
Senior Advanced User
Senior Advanced User
Messaggi: 1149
Iscritto il: sab gen 21, 2023 5:16 am
Località: BARI

Re: Alla ricerca della max amplitudine

Messaggio da atomik » lun apr 14, 2025 2:38 pm

Qui ne mostro un'altro mezzo cadavere che malgrado tutto funziona; cal.Peseux 7000 10½"' -8sec/error0,2/ampli 269 anche questo è nel range +/- allora chiedo a voi; da cosa può dipendere una amplitudine bassa(studiate mi raccomando)vi ho mostrato dati di movimenti privi di manutenzione da anni e anni🤗
Allegati
IMG_20250414_143126.jpg
IMG_20250414_143126.jpg (63.74 KiB) Visto 1248 volte
IMG_20250414_143141.jpg
IMG_20250414_143141.jpg (66.83 KiB) Visto 1248 volte
Il mio sogno era quello di fare l'orologiaio, mezzo già lo sono, intanto continuo a sognare.

Avatar utente
finestraweb
Advanced User
Advanced User
Messaggi: 928
Iscritto il: mer mar 21, 2018 9:20 am
Località: Torino
Contatta:

Re: Alla ricerca della max amplitudine

Messaggio da finestraweb » lun apr 14, 2025 4:53 pm

Sono uno di quelli che è un po' in fissa con l'amplitudine e non ho capito il tuo discorso :D
Il cammino perduto... mi perderei a modificarlo. :lol:
Quando l'amplitudine è bassa, dò la colpa alla lubrificazione effettuata ed alla molla.
Non ho la capacità di giudicare se c'è un usura del pivot.

Avatar utente
Paolo Antolini
Moderatore
Moderatore
Messaggi: 7201
Iscritto il: sab feb 10, 2018 9:11 am
Località: Lugo di Ravenna
OROLOGIAIO: PROFESSIONISTA
Contatta:

Re: Alla ricerca della max amplitudine

Messaggio da Paolo Antolini » lun apr 14, 2025 5:48 pm

Ho visto moltissimi orologi blasonati maltrattati da decenni di incuria e mancata manutenzione avere amplitudini basse non recuperabili a livello del nuovo (330°) se non con il cambio di molti pezzi ad esempio molla motrice e treno ruote.
Pivot lucidissimi che a furia di funzionare praticamente a secco si segnano e aumentano gli attriti che si sommano via via che dal tamburo si raggiunge la ruota di scappamento.
Pivottare potrebbe essere risolutivo ma solo a patto di non aumentare troppo i giochi tra pivot e rubini altrimenti si fa peggio.
Il più delle volte per non infierire sul costo della riparazione ci si accontenta di raggiungere amplitudini di 270/280 gradi che concedono un buon funzionamento e precisione ma distanti dai 330° di quando era nuovo.
Mia opinione personale, se gli orologi sono molto "performanti e pregiati" sono costruiti con bassissime tolleranze ed è più facile che risentano della mancata manutenzione a dispetto di meccanismi più "rustici" che tollerano meglio l'essere maltrattati, un pò come le auto da corsa che offrono prestazioni eccezionali ma necessitano di cure più attente per mantenere quello standard.
Ad maiora

atomik
Senior Advanced User
Senior Advanced User
Messaggi: 1149
Iscritto il: sab gen 21, 2023 5:16 am
Località: BARI

Re: Alla ricerca della max amplitudine

Messaggio da atomik » lun apr 14, 2025 6:04 pm

finestraweb ha scritto:
lun apr 14, 2025 4:53 pm
Sono uno di quelli che è un po' in fissa con l'amplitudine e non ho capito il tuo discorso :D
Il cammino perduto... mi perderei a modificarlo. :lol:
Quando l'amplitudine è bassa, dò la colpa alla lubrificazione effettuata ed alla molla.
Non ho la capacità di giudicare se c'è un usura del pivot.

Ho scritto quello che ho dedotto leggendo vari post di questo argomento, mi pareva di assistere ad un dibattito di scienziati dell'orologeria, a parole appaiono così, poi bisogna vedere nei fatti, allora ho preso dei movimenti dai miei cassetti che erano li da anni privi di manutenzione e li ho provati al comparatore, ho notato che malgrado le loro condizioni marciano con un amplitudine abbastanza accettabile, quindi sto cercando di capire insieme a chi leggerà questo post come possiamo fare per fare arrivare il nostro segnatempo in condizioni di revisionato almeno ai 300° di ampiezza, e per quanto tempo si manterrà questa condizione, questo è tutto.
Ultima modifica di atomik il lun apr 14, 2025 6:11 pm, modificato 1 volta in totale.
Il mio sogno era quello di fare l'orologiaio, mezzo già lo sono, intanto continuo a sognare.

atomik
Senior Advanced User
Senior Advanced User
Messaggi: 1149
Iscritto il: sab gen 21, 2023 5:16 am
Località: BARI

Re: Alla ricerca della max amplitudine

Messaggio da atomik » lun apr 14, 2025 6:09 pm

Paolo Antolini ha scritto:
lun apr 14, 2025 5:48 pm
Ho visto moltissimi orologi blasonati maltrattati da decenni di incuria e mancata manutenzione avere amplitudini basse non recuperabili a livello del nuovo (330°) se non con il cambio di molti pezzi ad esempio molla motrice e treno ruote.
Pivot lucidissimi che a furia di funzionare praticamente a secco si segnano e aumentano gli attriti che si sommano via via che dal tamburo si raggiunge la ruota di scappamento.
Pivottare potrebbe essere risolutivo ma solo a patto di non aumentare troppo i giochi tra pivot e rubini altrimenti si fa peggio.
Il più delle volte per non infierire sul costo della riparazione ci si accontenta di raggiungere amplitudini di 270/280 gradi che concedono un buon funzionamento e precisione ma distanti dai 330° di quando era nuovo.
Mia opinione personale, se gli orologi sono molto "performanti e pregiati" sono costruiti con bassissime tolleranze ed è più facile che risentano della mancata manutenzione a dispetto di meccanismi più "rustici" che tollerano meglio l'essere maltrattati, un pò come le auto da corsa che offrono prestazioni eccezionali ma necessitano di cure più attente per mantenere quello standard.


Grazie, il prossimo orologio che mi revisionerò cercherò in tutti i modi di superare il test dei 330°(anche se credo che potrebbe esserci il pericolo di ribattimento in caso di piccolissimo urto, poi bisogna vedere se il disegno dello scappamento incluso il bilanciere siano preposti per quell'ampiezza🤔
Il mio sogno era quello di fare l'orologiaio, mezzo già lo sono, intanto continuo a sognare.

atomik
Senior Advanced User
Senior Advanced User
Messaggi: 1149
Iscritto il: sab gen 21, 2023 5:16 am
Località: BARI

Re: Alla ricerca della max amplitudine

Messaggio da atomik » lun apr 14, 2025 6:33 pm

Comunque alla fine della fiera dico che il mio fido orologio con circa 250° di ampiezza è precisissimo nel tempo, e parlo di mesi portato al polso, mi viene da ridere pensando alla teoria che asserisce il contrario, e cioè il mio orologio con quell'ampiezza dovrebbe andare da schifo, ma non sempre è così 🤗 a volte il fattore C ci da una ✋
Il mio sogno era quello di fare l'orologiaio, mezzo già lo sono, intanto continuo a sognare.

atomik
Senior Advanced User
Senior Advanced User
Messaggi: 1149
Iscritto il: sab gen 21, 2023 5:16 am
Località: BARI

Re: Alla ricerca della max amplitudine

Messaggio da atomik » mar apr 15, 2025 6:43 am

Chiudo il post dicendo che; la corsa alla maggiore ampiezza di
oscillazione non sempre e sintomo che l'orologio stia in salute
possiamo provare un orologio che non venga revisionato da trent'anni e con qualche piccolo ritocco vediamo l'amplitudine superare il test anche con i 300 e passa gradi, ma questo non vuol dire che l'orologio sia a posto👋
Il mio sogno era quello di fare l'orologiaio, mezzo già lo sono, intanto continuo a sognare.

Avatar utente
finestraweb
Advanced User
Advanced User
Messaggi: 928
Iscritto il: mer mar 21, 2018 9:20 am
Località: Torino
Contatta:

Re: Alla ricerca della max amplitudine

Messaggio da finestraweb » ven apr 18, 2025 11:22 pm

Ciao atomik,

forse sono stato avventato nello scrivere che "sono un po' in fissa" con l'amplitudine: non sapevo quanto lo eri tu :D
Scherzo.
Premesso che sono un maniscalco, mi reputerei molto soddisfatto di avere un amplitudine di 270°/280, ma poi bisogna scendere nei dettagli.
Bisogna capire se parliamo di un cronografo, su cui sarei più esigente in fatto di amplitudine (appunto, sui 260°/270°/280°), perché all'attivazione del cronografo, si attiverebbero altri attriti o se parliamo di un solo tempo.
Parimenti è altrettanto importante il calo di amplitudine quando l'orologio è a taglio.
Insomma, "ci tengo all'amplitudine", ma conta altrettanto il contesto, cioè il calo quando l'orologio è di taglio e se parliamo di un cronografo o no.
Alla fine, quella che "conta" è l'amplitudine nelle condizioni peggiori (di taglio), che se è sui 240° (molla tutta carica) credo che possiamo festeggiare (parlo di vintage).
Insomma, la sola misura con quadrante su (la condizione più facile), serve a poco.

Imho

Elkhound
Forumista
Forumista
Messaggi: 243
Iscritto il: lun dic 25, 2023 7:21 am
Località: Roma

Re: Alla ricerca della max amplitudine

Messaggio da Elkhound » sab mag 03, 2025 7:38 pm

Ma i miei economicissimi NH35 da nuovi marciano a 270 280° di amplitudine. Ma anche, dopo regolazione, a + o - 2 secondi e 0 o 0.2 di BE. Non mi spiego perché un orologio dovrebbe avere una amplitudine maggiore, come si legge da più parti.

Avatar utente
Paolo Antolini
Moderatore
Moderatore
Messaggi: 7201
Iscritto il: sab feb 10, 2018 9:11 am
Località: Lugo di Ravenna
OROLOGIAIO: PROFESSIONISTA
Contatta:

Re: Alla ricerca della max amplitudine

Messaggio da Paolo Antolini » mer mag 07, 2025 9:22 am

Elkhound ha scritto:
sab mag 03, 2025 7:38 pm
Ma i miei economicissimi NH35 da nuovi marciano a 270 280° di amplitudine. Ma anche, dopo regolazione, a + o - 2 secondi e 0 o 0.2 di BE. Non mi spiego perché un orologio dovrebbe avere una amplitudine maggiore, come si legge da più parti.
Ci sono indicazioni di alcune case costruttrici che indicano come 330° siano l'ideale, come da condizioni di fabbrica.
Ora per avere indicazioni più dettagliate servirebbe un'assistenza ufficiale e informata che volesse dedicare qualche minuto all'approfondimento di questo post ma dubito possa capitare se non altro per vincoli di riservatezza tra casa madre e tecnico riparatore.
Diciamo che l'obbiettivo dell'orologiaio coscienzioso dovrebbe essere quello di mantenere, o riportare qualora mancasse, lo stato iniziale del meccanismo appena uscito dalla fabbrica, ecco il motivo di tanta pignoleria da parte di alcuni.
Esagerare con l'amplitudine potrebbe essere controproducente infatti si rischia di vederlo ribattere, a quel punto meglio un pochino meno che un pochino in più.
Come sempre esagerare non fa bene in nessuna direzione
Ad maiora

Avatar utente
Raziel
Forumista
Forumista
Messaggi: 115
Iscritto il: dom set 18, 2022 11:11 pm
Località: Neuchâtel

Re: Alla ricerca della max amplitudine

Messaggio da Raziel » gio mag 08, 2025 5:28 pm

Paolo Antolini ha scritto:
mer mag 07, 2025 9:22 am
Elkhound ha scritto:
sab mag 03, 2025 7:38 pm
Ma i miei economicissimi NH35 da nuovi marciano a 270 280° di amplitudine. Ma anche, dopo regolazione, a + o - 2 secondi e 0 o 0.2 di BE. Non mi spiego perché un orologio dovrebbe avere una amplitudine maggiore, come si legge da più parti.
Ci sono indicazioni di alcune case costruttrici che indicano come 330° siano l'ideale, come da condizioni di fabbrica.
Ora per avere indicazioni più dettagliate servirebbe un'assistenza ufficiale e informata che volesse dedicare qualche minuto all'approfondimento di questo post ma dubito possa capitare se non altro per vincoli di riservatezza tra casa madre e tecnico riparatore.
Diciamo che l'obbiettivo dell'orologiaio coscienzioso dovrebbe essere quello di mantenere, o riportare qualora mancasse, lo stato iniziale del meccanismo appena uscito dalla fabbrica, ecco il motivo di tanta pignoleria da parte di alcuni.
Esagerare con l'amplitudine potrebbe essere controproducente infatti si rischia di vederlo ribattere, a quel punto meglio un pochino meno che un pochino in più.
Come sempre esagerare non fa bene in nessuna direzione
Quanto tempo che non intervengo! Sfortunatamente ho molto da lavorare e poco tempo libero da poter passare sul forum, ma per voi forse è stata una fortuna! Un orologio è isocrono a prescindere dai gradi che copre il bilanciere, quindi è ovvio che un amplitude 200 è “precisa” quanto un amplitude 330 e non vedo come potrebbe essere il contrario. Un movimento è preciso entro limiti molto stretti proprio grazie a questa caratteristica, anzi, è la base del tutto.

Il balancier che deve oscillare a 280* è solo una convenzione tecnica legata al rendimento meccanico in cui bisogna ottenere la massima efficienza energetica e questo non è un segreto custodito tra maisons e tecnici, ma è una faccenda vecchia come il tempo, che si studia e ristudia e ristudia ancora fino ad esserne completamente esasperati (e non scherzo) in ogni scuola di orologeria che io abbia frequentato.

*Dire che si è alla ricerca della massima amplitude non vuol dire nulla, ci sono réglages a forza costante la cui amplitude è 200 gradi e tengono meno di 500ms/j, oppure alte frequenze che non devono mai superare i 240, quindi, in un certo limite, possiamo dire che i gradi di amplitude da dover mantenere correttamente non sono un requisito fisico ma piuttosto operativo. È come una vettura che cammina a 50kmh come a 100 o 200 ma solo in un caso la sua efficienza è massima.

Oltre a tutto questo bisogna tenere in considerazione che il réglage oltre ad essere, ovviamente, una parte integrante ed essenziale del movimento, è il primo ed il più importante strumento di diagnosi*. Se ho un movimento che dovrebbe fare amplitude 300 e va a 250 vuol dire (banalizzando e facendo un esempio non contestualizzato) scarsa lubrificazione, quindi maggior consumi, etc.

Sempre per fare un esempio se una vettura ha i freni esausti, fermarsi ci si ferma sempre, in certi casi anche più velocemente che non con le pastiglie in ordine ma..

*Questo è il motivo cardine della mia estrema severità in fatto di réglage la cui cura deve essere massima, eppure troppo spesso viene mal trattato.

P.S.
Ti ho citato ma il mio messaggio è destinato a tutti.

Avatar utente
Paolo Antolini
Moderatore
Moderatore
Messaggi: 7201
Iscritto il: sab feb 10, 2018 9:11 am
Località: Lugo di Ravenna
OROLOGIAIO: PROFESSIONISTA
Contatta:

Re: Alla ricerca della max amplitudine

Messaggio da Paolo Antolini » sab mag 10, 2025 10:29 am

Raziel ha scritto:
gio mag 08, 2025 5:28 pm
Paolo Antolini ha scritto:
mer mag 07, 2025 9:22 am
Elkhound ha scritto:
sab mag 03, 2025 7:38 pm
Ma i miei economicissimi NH35 da nuovi marciano a 270 280° di amplitudine. Ma anche, dopo regolazione, a + o - 2 secondi e 0 o 0.2 di BE. Non mi spiego perché un orologio dovrebbe avere una amplitudine maggiore, come si legge da più parti.
Ci sono indicazioni di alcune case costruttrici che indicano come 330° siano l'ideale, come da condizioni di fabbrica.
Ora per avere indicazioni più dettagliate servirebbe un'assistenza ufficiale e informata che volesse dedicare qualche minuto all'approfondimento di questo post ma dubito possa capitare se non altro per vincoli di riservatezza tra casa madre e tecnico riparatore.
Diciamo che l'obbiettivo dell'orologiaio coscienzioso dovrebbe essere quello di mantenere, o riportare qualora mancasse, lo stato iniziale del meccanismo appena uscito dalla fabbrica, ecco il motivo di tanta pignoleria da parte di alcuni.
Esagerare con l'amplitudine potrebbe essere controproducente infatti si rischia di vederlo ribattere, a quel punto meglio un pochino meno che un pochino in più.
Come sempre esagerare non fa bene in nessuna direzione
Quanto tempo che non intervengo! Sfortunatamente ho molto da lavorare e poco tempo libero da poter passare sul forum, ma per voi forse è stata una fortuna! ..... :lol: Al contrario è da un pezzo che ho compreso la tua caratura e benvengano le informazioni di chi certamente ne sa più di me. Ho messo una faccina che ride ma sono assolutamente serio mentre ti ringrazio per il contributo ;)
Ad maiora

Avatar utente
orologiastro
Orologiaio
Orologiaio
Messaggi: 355
Iscritto il: ven feb 16, 2018 9:19 pm
Località: Roma
Contatta:

Re: Alla ricerca della max amplitudine

Messaggio da orologiastro » sab mag 10, 2025 12:20 pm

Ciao, in tanti anni ho raccolto parecchi interventi di Stimatissimi Colleghi e studiosi del particolare argomento. Se vi fa piacere provo a pubblicarlo, poi magari si potranno fare anche nostre considerazioni: E' solo una parte di quanto raccolto.
Ringrazio i Titolari degli articoli, alcuni conosciuti ed altri forse meno.
Se ne dimentico qualcuno mi scuso.
Timepiece
Ocram
oromaniac
Orantiqua
ed Altri

Comunemente si ritiene che l'ampiezza ottimale di oscillazione del bilanciere per un orologio da polso o da tasca debba ricadere intorno ai 270° nella posizione orizzontale. In tal senso si esprimono molti testi pratici di orologeria.

Tuttavia, dal punto di vista strettamente teorico, come dimostrato da Bessel, l'ampiezza ottimale di oscillazione orizzontale per minimizzare gli errori posizionali è all'incirca 220°.

Qualche tempo fa ebbi uno scambio di opinioni con Sergio (Orantiqua ), che mi confermò che dal suo punto di vista una notevole ampiezza di oscillazione non è un fattore determinante per giudicare la messa a punto di un movimento.
Sì, come scrivevo prima, è proprio così: la migliore ampiezza teorica di oscillazione è intorno ai 220°. Tuttavia, la maggior parte dei movimenti, appena revisionati, tendono ad oscillare - a piena carica - su un'ampiezza di 270-290°. Questo, tuttavia, è anche funzione di diversi parametri, come l'angolo di levata, lunghezza e rigidezza della spirale, inerzia del bilanciere, etc.

Nei manuali classici di orologeria questo argomento non è generalmente affrontato. Nel libro di Garuffa si distingue il caso di spirale "lunga" da quello di spirale "corta" spiegando semplicemente che in un caso le oscillazioni di grande ampiezza risultano meno rapide di quelle più piccola e viceversa. Ciò in omaggio al principio di Leroy, che recita: in ogni molla spirale di sufficiente lunghezza ebbi una lunghezza determinata per cui tutte le vibrazioni grandi e piccole sono isocrone; per una lunghezza superiore le grandi vibrazioni sono più lente delle brevi, ed inversamente per una lunghezza minore

In realtà la formula di Philips (approssimata!) per il periodo del gruppo bilanciere spirale è analoga (e non potrebbe essere altrimenti) a quella del pendolo semplice e si scrive
philips.gif
philips.gif (268 Byte) Visto 915 volte
dove l è la lunghezza della spirale, K la rigidezza flessionale della sua sezione e I il momento d'inerzia polare del bilanciere.
Come nel pendolo semplice, non entra quindi in gioco l'ampiezza delle oscillazioni.
Ne consegue che a livello pratico si ha l'impressione che l'ampiezza di oscillazione del singolo calibro sia generalmente determinata da una serie di fattori concomitanti e quindi in modo più o meno empirico.
Come in tutte le cose, l'ampiezza di oscillazione è uno dei punti di compromesso per il funzionamento ottimale dell'orologio.

Ci sono indubbiamente motivi per limitare l'ampiezza della oscillazione, come quelli da voi citati e come il fatto che si deve evitare che una oscillazione troppo ampia (molto oltre i 300°) possa far sbattere il rubino di impulso dalla parte opposta.

Allo stesso tempo ci sono motivi per fare in modo che sia l'ampiezza sia la più ampia possibile.

Ad esempio, la velocità del bilanciere è tanto maggiore quanto più è ampia l'oscillazione (lo spazio percorso dal bilanciere è maggiore, e per mantenere la stessa frequenza il bilanciere deve girare più velocemente). Questo significa maggiore quantità di moto (massa per velocità) e quindi minore sensibilità alle perturbazioni esterne.

Un altro fatto a favore di una oscillazione ampia è il tipo di oscillatore, in un bilanciere del tipo detached lever esiste un angolo di levata fisso (intorno ai 52°) durante il quale avviene il recupero di energia (l'impulso). Se l'impulso fosse realmente tale, cioè di durata infinitesima, allora l'ampiezza di oscillazione sarebbe poco importante. Ma in uno scappamento svizzero (e in misura minore anche in uno coassiale) l'impulso è tutt'altro che infinitesimo, quindi per ridurne l'influenza si deve aumentare l'ampiezza di oscillazione.
Certamente la riduzione della sensibilità del periodo alle azioni esterne è uno dei punti fondamentali nella progettazione dell'organo di regolazione (sistema bilanciere-spirale-scappamento). Infatti l'equazione del pendolo torsionale, che regge il problema degli orologi a bilanciere, trascura i termini dovuti alla gravità (si scrive infatti per il bilanciere in posizione orizzontale).
Tuttavia la velocità angolare è funzione della rigidezza della spirale e dell'inerzia del bilanciere secondo la radice quadrata del rapporto K/I e può essere definita teoricamente in modo indipendente dall'ampiezza dell'oscillazione.
La riduzione dell'influenza dell'impulso è invece una questione molto delicata e fu affrontata da Airy alla metà dell'Ottocento. Anche qui a livello teorico, come giustamente dici, l'ampiezza dell'oscillazione non dovrebbe avere influenza, mentre a livello pratico ne ha.

Io ho l'impressione che il ricorso ad ampie oscillazioni sia un modo per ottenere prestazioni ragionevoli su calibri di non eccessiva qualità (un po' come per la frequenza).
A questo proposito, ecco un diagramma che mostra come un errore di equilibrature del bilanciere tenda ad annullarsi intorno ai 220° e ad esaltarsi al di sotto di questo valore. Sembra quindi evidente che una scelta progettuale ragionevole possa essere quella di cercare di tenersi su ampiezze alquanto elevate per non cadere al di sotto dei 220°.


A 220° gradi si annulla l'errore dovuto al difetto di equilibrio del bilanciere.
La risposta viene dalla soluzione di una equazione integrale (del tutto simile a una scrittura araba) che esprime la funzione di marcia istantanea (ovvero la variazione di isocronismo) dovuta al solo squilibrio del bilanciere. Matematicamente, questa equazione dà come il risultato il valore zero quando l'amplitudine vale per l'esattezza 219,5574°.
C'è un fatto in più che si può vedere anche dalla forma grafica di quella funzione (che è stata postata anche qui): l'errore è decisamente minore per amplitudini superiori a 220°, il valore di errore è circa un sesto di quello che si avrebbe per piccole amplitudini (fino ai 90°).
grafico.jpg
grafico.jpg (28.49 KiB) Visto 915 volte
Questa equazione è quella aggiornata che viene correntemente insegnata nei corsi di teoria e costruzioni orologiere della facoltà di ingegneria di Le Locle.
formula.jpg
formula.jpg (7.61 KiB) Visto 914 volte
Partiamo dall'inizio. Lo studio delle caratteristiche dell'oscillatore spirale-bilanciere in maniera matematicamente approfondita risale all'inizio del secolo scorso. A fronte di un modello generale di teoria delle vibrazioni, chi studiava tale sistema si è reso conto che il modello non era soddisfacente per descrivere gli EFFETTI DELLE PERTURBAZIONI ESTERNE sull'oscillatore, in particolare sulla sua ampiezza e periodo.
E' stato allora che, mutuando moderne metodologie matematiche, si è reso possibile tramite la teoria delle perturbazioni, descrivere l'effetto dei seguenti elementi sull'oscillatore:
1) attriti costanti, viscosi di primo e secondo ordine
2) difetto di equilibrio del bilanciere (posizioni verticali)
3) difetto di equilibrio della spirale (posizioni verticali)
4) spostamento del baricentro della spirale durante le fasi di compressione-espansione
5) variazione di temperatura
6) influenza dello scappamento nel suo complesso.
ognuna di queste cause ha la sua equazione araba.
Quella postata è relativa al solo difetto di equilibrio del bilanciere ovvero il punto 3. Le altre, ed in particolare quella dello scappamento, sono ancora più ostiche.
Rimanendo sul "pezzo" e quindi sulla equazione postata essa va letta in questi termini qualitativi:

La seconda parte, ovvero l'integrale arabo ci dice che, indipendentemente dalle condizioni al contorno, a 220° circa il difetto di isocronismo dato dal difetto di equilibrio del bilanciere si annullla.

La prima parte invece ci dice che, se siamo in una condizione di difetto non nullo, esso è tanto più grande quanto maggiore è lo squilibrio del bianciere (numeratore) e tanto più piccolo quanto maggiori sono l'inerzia del bilanciere, la sua frequenza di oscillazione e la sua ampiezza massima di oscillazione (denominatore)

Della serie: se il mondo fosse limitato a questo aspetto, meglio un 43200 A/h con un bilanciere grande come un casa che oscilla al limite del ribattimento. Ma sappiamo bene che il mondo non si ferma qua.
Per dovere di cronaca, Airy nel 1826 scrisse la sua formula, che cadette subito nell'oblio. Linstedt e Poincarè furono i primi nel 1883 e 1892 ad applicare la teoria delle perturbazioni in abito astronomico. La prima applicazione della teoria delle perturbazioni alla risoluzione delle equazioni differenziali non lineari è di Van der Pol nel 1921, a cui seguì il famoso Haag nel 1930. Egli, riprendendo il metodo delle variazioni delle costanti introdotto da Laplace nel 1774, dimostrò rigorosamente la formula di Airy. Per farla breve, tutte le formule che descrivono le azioni perturbatrici sull'oscillatore possono essere ricondotte in forma generale alla formula di Airy, che però, nella sua prima espressione, è inutilizzabile perchè non esplicita.

I nomi dei più grossi studiosi di perturbazioni sono stati (in special modo per le spirali): Le Roy, Philips, Caspari, Keelhoff, Grossmann, Andrade, Defossez e specialmente Haag e Chaléat. Tutto il loro lavoro è stato recentemente riorganizzato proprio a Le Locle dal prof. Bovay.
https://www.youtube.com/watch?v=gIOd7Bpuw9U
L'arte di far vivere e rivivere il tempo

atomik
Senior Advanced User
Senior Advanced User
Messaggi: 1149
Iscritto il: sab gen 21, 2023 5:16 am
Località: BARI

Re: Alla ricerca della max amplitudine

Messaggio da atomik » sab mag 10, 2025 1:03 pm

👏bella spiegazione.......
Il mio sogno era quello di fare l'orologiaio, mezzo già lo sono, intanto continuo a sognare.

Avatar utente
Raziel
Forumista
Forumista
Messaggi: 115
Iscritto il: dom set 18, 2022 11:11 pm
Località: Neuchâtel

Re: Alla ricerca della max amplitudine

Messaggio da Raziel » gio mag 15, 2025 8:25 pm

orologiastro ha scritto:
sab mag 10, 2025 12:20 pm
Ciao, in tanti anni ho raccolto parecchi interventi di Stimatissimi Colleghi e studiosi del particolare argomento. Se vi fa piacere provo a pubblicarlo, poi magari si potranno fare anche nostre considerazioni: E' solo una parte di quanto raccolto.
Ringrazio i Titolari degli articoli, alcuni conosciuti ed altri forse meno.
Se ne dimentico qualcuno mi scuso.
Timepiece
Ocram
oromaniac
Orantiqua
ed Altri
Tutto quello che ha scritto è vero ma vorrei precisare alcune cose perché ho paura che così, per come lei le ha esposte, potrebbero essere fraintese, magari dai meno esperti poiché, mi permetto di direi, non sono del tutto contestualizzate.

Primo punto: parliamo di spirali piatte.

In base a tutta una serie di analisi intense e scrupolose che ho seguito personalmente con il laboratorio tecnico della maison per la quale lavoro (in parallelo con un altra importante azienda del settore), posso confermare con assoluta certezza, in accordo con altri studi, che l’isocronismo viene mantenuto correttamente anche con amplitude di 100 gradi, anche su movimenti « standard », con variazioni di marcia « trascurabili », anche sotto l’effetto delle più comuni perturbazioni*.

Quindi questo significa che un movimento funziona correttamente anche a 100 gradi di amplitude? La risposta e no, come non lo è nel caso di un movimento a 220 gradi di amplitude.

Circa 15 anni fa è stata fatta una serie di analisi molto severe e intense su (quasi) tutte le formule e le teorie esistenti, dalle più antiche alle più moderne che sono state riassunte in un trattato che è servito (per fortuna) a dimostrare che alcune di queste teorie sono estremamente « fantasiose » e per altro assolutamente insignificanti, ma a parte « sbugiardare » qualcuno, questo report, purtroppo (in tutta onestà) non è servito a nessuno perché, a conti fatti, non ha svelato niente di nuovo, niente che già non si sapesse all’interno di ogni bureau technique di ogni azienda orologeria svizzera che, quotidianamente, svolge test su test.

In altre parole, questo report, non ha fatto altro che sottolineare (come io stesso ho detto nel mio messaggio precedente) che ogni calibro ha delle proprie caratteristiche ben precise e queste sono la conseguenza di un impegno ingegneristico non indifferente, impegno che (mia opinione) dovrebbe essere « onorato » semplicemente seguendo le linee guida fornite.

Vi posso assicurare che queste non sono « fantasie » delle maison e sono sicuro al 100% che chiunque abbia provato a costruirsi un calibro proprio (a scuola o per hobby) non potrà fare altro che darmi ragione.

Mi ripeto nel dire che, un amplitude 220 a fronte di un perfetto isocronismo, non è assolutamente sinonimo di un movimento che funziona correttamente !

*devo fare una precisazione, con « perturbazioni » si intendono tutta una serie di fattori che prevede la lubrificazione/consumi, lo sfregamento, i fattori termici, la deformazione dinamica della spirale, il bilanciamento, le pieghe finali, i trattamenti termici, etc, ma è chiaro che in questo caso io intenda solo i più comuni.

Rispondi

Torna a “Sezione Generica”