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AISOR Stories - 13. Franchi Carlo Pietro

Le Interviste di AISOR.
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Giacomo
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AISOR Stories - 13. Franchi Carlo Pietro

Messaggio da leggere da Giacomo » gio apr 01, 2021 8:26 am

AISOR Stories: Franchi Carlo Pietro



Le interviste agli orologiai riparatori della rubrica AISOR Stories ci hanno accompagnato per tutto quest'anno e Carlo è l'ultimo di questa serie. Leggiamo un pò la sua storia e vediamo insieme le fotografie del suo laboratorio



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  • Ciao Pietro, ci racconti come e quando è nata la tua passione per l'orologeria?

Il primo approccio con un orologio, precisamente da polso, avvenne circa all’età di 5 anni. Dopo circa 55 anni ricordo ancora quel luccicante cronografo in oro della Lanco di proprietà di mio padre. Presi un piccolo martello e lo feci letteralmente a pezzi. Poco dopo mio padre non apprezzò molto questo particolare approccio nei riguardi del suo cronografo preferito, e me lo fece decisamente capire molto bene. Probabilmente era un iniziale segno del destino, che prima o poi avrei fatto di tutto per farmi perdonare da mio padre per il danno causato, ma non nell’immediato ovviamente. Col passare del tempo, la mia vita è sempre stata indirizzata verso ciò che riguardasse la riparazione in generale. Dove osservavo che qualcosa avesse anomalie, ecco che sentivo un irrefrenabile desiderio di ripristinarne le condizioni iniziali, in ogni caso che il tutto ritornasse a funzionare in maniera almeno accettabile. Negli anni ‘70 iniziai ad interessarmi di elettricità ed elettronica. I primi esperimenti con le scatole di montaggio di radio, di sistemi di allarme, di amplificatori e molto altro che allora favoriva la crescita di una miriade di esperimenti con componenti elettronici discreti. Subito dopo intrapresi degli studi di tipo tecnico e nel 1980 mi diplomai come Perito in Telecomunicazioni. Prima di partire per il servizio di leva, nel 1982, mi cimentai nella riparazione di piccoli elettrodomestici. Nel 1983, tornato dal servizio di leva, ho frequentato la facoltà di Fisica e nel 1984 sono entrato nel mondo del lavoro come dipendente. Ho iniziato con la riparazione di ricetrasmettitori a 27 Mhz per la Banda Cittadina, poi con la riparazione di apparati di Alta fedeltà ( HI-FI ). Nel 1985 sono stato assunto da una delle più grandi aziende al mondo nel settore delle Telecomunicazioni, ossia Telettra. diventata poi Alcatel, Alcatel-Lucent ed infine NOKIA e presso questa memorabile azienda sono rimasto per 33 lunghi anni prestando la mia opera e facendo una miriade di esperienze, molte tra le quali tecniche ed ovviamente riguardanti anche le riparazioni.



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  • Come hai iniziato a lavorare nel settore?

Nonostante lavorassi in azienda, a casa la sera mi occupavo ancora di riparazioni di piccoli elettrodomestici. Mia madre stanca di vedere occupata la casa da oggetti ingombranti come gli elettrodomestici, mi invitò caldamente a cambiare gli oggetti delle mie attenzioni, per lo meno con qualcosa che non occupasse troppi spazi.
La passione lavorativa per le riparazioni persisteva, e dovevo assolutamente trovare un capro espiatorio che mi attraesse, permettendomi di continuare in quella che consideravo una sorta di missione. Dopo qualche tempo di riflessione, ecco che dal cassetto dei ricordi cominciavano ad emergere alcune idee che avrebbero potuto prendere forma dopo un iniziale cambiamento dei punti di vista. Gli orologi sono di dimensioni contenute, ma sono costituiti spesso da tecnicismi e tecnologie elaborati. Gli orologi potevano senz’altro essere un altro trampolino di lancio per le personali velleità di aspirante riparatore di questi intriganti oggetti. Lo scoglio maggiore era procurarsi la materia prima su cui fare esperimenti, nonché un minimo di istruzione per capirne il funzionamento. Entrambi i due dilemmi erano di non poco conto, considerando che in pochi ti affidano un loro bene, soprattutto se prezioso, seconda cosa ai tempi non erano disponibili molte informazioni teoriche se non quelle presenti sul testo tradotto in italiano del De Carle, ossia “L’orologiaio riparatore”. Innanzitutto acquistai quasi immediatamente il famigerato testo in Italiano, quindi iniziai a conoscere le varie forniture di orologerie nel centro di Milano per acquistare i primi strumenti di lavoro. Ovviamente quel poco di teoria e quei pochi strumenti non erano sufficienti per raggiungere lo scopo finale.
Sono quindi andato alla ricerca di chi mi potesse dare una mano per imparare praticamente senza il dover frequentare dei corsi che inficiassero la mia principale attività lavorativa di tecnico in telecomunicazioni. Il mio fu un lungo peregrinare di porta in porta con parecchie di queste che venivano immediatamente chiuse. Finalmente un pomeriggio, tornato dal lavoro, bussai alla porta di un laboratorio situato in Via Rosolino Pilo a Milano. Alla porta si presentò un anziano orologiaio di nome Michele. Mi presentai, e feci capire molto bene le mie esigenze e le difficoltà incontrate fino ad allora per poter acquisire delle informazioni tecniche nell’orologeria. L’anziano orologiaio meditò qualche giorno, ed infine mi accolse nel suo laboratorio per l’inizio di un percorso con lui. Tutto il resto è storia, ho frequentato il suo laboratorio e quello di suo figlio Ermes per parecchi anni dove ho potuto studiare, durante gli orari extra lavoro, parecchi rudimenti di orologeria meccanica da polso e pendoleria. L’amicizia con la famiglia di questi miei due mentori è durata quasi 40 anni. Michele ci ha lasciati da circa 20 anni mentre Ermes ci ha lasciati da circa due anni. La famiglia per riconoscenza mi ha lasciato per eredità tutto ciò che tecnicamente era stato raccolto per circa 70 anni.



  • Da chi è stato fondato il laboratorio?

Dopo aver ereditato tutto ciò che Michele ed Ermes mi hanno lasciato, soprattutto moralmente, ho promesso alla loro famiglia che avrei continuato la loro opera nel settore orologeria. Dopo un periodo di riflessione, ho pensato di aprire a 60 anni compiuti un mio laboratorio in Valtellina nella città di Sondrio con un marchio personale che ricordasse la vera essenza dell’attività che svolgo, ossia la RIPARAZIONE. Il laboratorio è strutturato innanzitutto per riparazioni di orologeria, ed inoltre di elettronica. Per quanto riguarda il mio marchio, anche di questo esiste un aneddoto che spesso racconto a chi lo chiede. Ho praticato arti marziali per alcuni anni, e sono amante della cultura giapponese in generale. Esistono due termini giapponesi riguardanti la RIPARAZIONE, ossia il “KINTSUKUROI” ed il “KINTSUGI” e sono riguardanti la riparazione dei vasi con l’oro e l’argento. In Giappone questi termini abbracciano anche il significato spirituale della riparazione dell’anima. La denominazione del mio marchio, ossia IKURI, deriva quindi per assonanza col termine italiano curare, e dall’estrapolazione di alcune lettere dei suddetti due termini giapponesi riguardanti la riparazione. Il disegno simmetrico del marchio, nei caratteri ricorda il viso di un umanoide che strizza un occhio. Il naso ricorda un telefono e le sfere al centro ovviamente ricordano gli orologi, ossia le due tipologie di attività di riparazione che si svolgono nel mio laboratorio.




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  • Cosa rappresenta per te l'orologeria?

Mi definisco un tecnico in elettronica e telecomunicazioni con una grande passione lavorativa per l’orologeria, soprattutto meccanica. L’orologeria mi ha permesso di coronare il sogno nel cassetto di essere, con tutti i limiti del momento storico che stiamo tutti vivendo, un imprenditore soddisfatto di quello che sta attuando. Per un individuo, dal punto di vista lavorativo, la maggiore soddisfazione è proprio trasformare ciò che è nelle sue corde, e nella sua personale essenza, nella sua attività principale. Il fascino dell’orologeria racchiude e racconta un mondo variegato di conoscenza che non è fine a se stesso, ma che è in sinergia con altre arti, materie e conoscenze. Una mia personale convinzione è che essere Orologiai è come essere Carabinieri, tornati a casa si è ancora intrisi da quello che fai, e difficilmente si riesce a svestire i panni da quello che si ama con grande passione e che fa parte della tua natura.
La cosa più importante da non dimenticare è che gli orologi sono degli oggetti, e dietro a questi oggetti esistono degli individui. Tecnicamente è importante soddisfare le proprie velleità materiali, ma ancor più importante è soddisfare le esigenze di chi ti affida un proprio bene legato indissolubilmente a delle persone.
Col progetto IKURI penso di aver colto questa mia personale essenza.


  • Di quali settori ti occupi principalmente?

Ho appena aperto al pubblico da poco tempo la mia attività, ed attualmente mi occupo principalmente di riparazione e poco di vendita, se non qualche prodotto di tipo elettronico ed informatico e cinturini artigianali nel settore orologeria. Nel settore elettronico sono in grado di effettuare diagnosi e lavorazioni su schede madri soprattutto di telefoni smartphone. Nel settore orologeria mi occupo di tutti i settori, ossia orologi da polso, meccanici ed elettronici, da tasca e pendoleria.



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  • Qual è la tua specializzazione?

Prediligo gli orologi da polso meccanici, soprattutto i cronografi, ma ultimamente ho imparato ad apprezzare anche la piccola e media pendoleria, facente parte di quei ricordi di famiglia che sono legati al passato, che gratificano in uguale modo anche se diversamente dal punto di vista tecnico.


  • In questi anni ti saranno passati per le mani moltissimi orologi...quale tra tutti ti è rimasto nella memoria e perchè?

Ho parecchi ricordi legati agli orologi, ma tre mi sono particolarmente rimasti in mente. Il primo una sveglietta Jaeger Le Coultre di estremo buon gusto che l’Avvocato Gianni Agnelli regalò ad una nobil donna milanese negli anni ‘60. Il secondo un piccolissimo calibro della Rolex da donna, al quale ho ricostruito totalmente la spirale. Un lavoro molto difficoltoso attuato con un vecchio microscopio negli anni ‘90 e soprattutto impegnativo per il sottoscritto alle prime armi con lavori del genere. Con la strumentazione attuale in dotazione tutto sarebbe forse stato più facile. Un terzo ricordo riguarda un orologio da tasca con la presenza di due automi miniati a mano.



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  • Quale tipologia di orologi preferisci?

Sicuramente i cronografi da polso un po’ datati. Mi trovo decisamente a mio agio più con orologi maneggevoli che non, per esempio, la grossa pendoleria. Ultimamente mi sono avvicinato anche ad orologi a pannello come quelli della ditta Solari di Udine. Trovo interessante soprattutto la parte motore, che spesso ha bisogno di manutenzione e ricostruzione di alcuni componenti. A tal proposito spesso coniugo conoscenze e strumentazione dell’elettronica nell’orologeria e viceversa.


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  • Oltre ad essere un professionista del settore, sei anche collezionista?

Possiedo una piccola collezione di cronografi da polso anni ‘40, ma non sono un appassionato collezionista, sono solo un appassionato riparatore. Personalmente non mi sento collezionista, anche se in famiglia mio padre lo era per altri oggetti, e decisamente apprezzo di più ciò che risiede internamente ad un orologio, rispetto alla sua estetica.


  • Che piani hai per il futuro?

Nonostante abbia 60 anni appena compiuti, ho ancora desiderio di migliorarmi ed informarmi dal punto di vista tecnico in più settori. Per il laboratorio desidererei ampliare il parco macchine con strumenti che mi permettano di ricostruire alcuni componenti ed effettuare alcune lavorazioni. Tutto dipenderà dalle richieste di mercato, e quindi dalle esigenze che i clienti avranno nei miei confronti col passare del tempo.



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  • Una tua considerazione sull'orologeria del futuro?

Avrei il desiderio che si ritornasse ancora ad ammirare le bellezze tecniche di un tempo, ovviamente meccaniche, soprattutto da un punto di vista qualitativo in fasce popolari di mercato. La percezione per la maggior parte dei brand, soprattutto affermati, è comunque che si tenda a connettere l’innovazione tecnica con la tradizione. Le complicazioni, nelle fasce alte, sono in sinergia con le geometrie ed i nuovi materiali. Tecnicamente le realizzazioni sono e saranno una sfida per mantenere una propria identità legata al passato che coniughi delle reinterpretazioni al passo coi tempi. I colori ed i materiali potrebbero essere il plus per arricchire esteticamente con armonia l’insieme di questi capolavori. Da un punto di vista commerciale, gradirei che la produzione di orologi spingesse maggiormente la diffusione di tipologie meccaniche e meno al quarzo. Da un punto di vista tecnico gradirei inoltre che si favorisse la diffusione di componentistica anche per il comune tecnico riparatore, in antitesi con l’accentramento delle riparazione da parte dei grandi brand.



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Carlo, ti ringrazio molto per questa intervista, e ti auguro in prima persona un grande in bocca al lupo per il tuo nuovo laboratorio.


IKURI di Franchi Carlo Pietro ( L’Orologiaio Riparatore )
Via Fiume, 2
23100 Sondrio
Tel: 0342330424
Cell: 3713606946 – 3389849564
e-mail: franchicp.riparazioni@gmail.com

https://www.facebook.com/IKURI-di-Franc ... 5922189407

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Re: AISOR Stories - 13. Franchi Carlo Pietro

Messaggio da leggere da Primero61 » lun apr 05, 2021 3:38 pm

Buongiorno a tutti,
sono innanzitutto onorato di essere stato interpellato da voi di AISOR per questo ciclo di interviste che informano colleghi ed appassionati del settore orologeria in generale. E' molto importante che ognuno di noi non perda la propria identità nel dare un proprio contributo con vari spunti circa la moltitudine di argomenti, tecnici o meno, che ruotano attorno a questo affascinante settore. Ringrazio quindi sentitamente il presidente di questa Associazione di professionisti ed appassionati, Giacomo Cora, che mi sta dando visibilità nonostante sia probabilmente l'ultimo arrivato nell'aprire la mia attività al pubblico in un momento storico particolare che tutti stiamo attraversando.
Un saluto a tutti i colleghi ed appassionati. Carlo Pietro
Ultima modifica di Primero61 il lun apr 05, 2021 8:46 pm, modificato 1 volta in totale.

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Re: AISOR Stories - 13. Franchi Carlo Pietro

Messaggio da leggere da finestraweb » lun apr 05, 2021 7:04 pm

Complimentoni!!

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Re: AISOR Stories - 13. Franchi Carlo Pietro

Messaggio da leggere da Calico » lun apr 05, 2021 7:35 pm

Stellare! Complimenti, tutta la mia invidia.
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Re: AISOR Stories - 13. Franchi Carlo Pietro

Messaggio da leggere da ciclista » lun apr 05, 2021 8:16 pm

Bella intervista. Mi sono piaciuti l' attrzzatura e i locali. Ovviamente anche la passiome e la competenza.

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Re: AISOR Stories - 13. Franchi Carlo Pietro

Messaggio da leggere da Primero61 » lun apr 05, 2021 9:14 pm

Buonasera a tutti,
vi ringrazio moltissimo per l'attenzione che mi date voi professionisti da molto tempo e che seguo da un po' di tempo. Devo imparare ancora molto, e devo dire che più mi informo e meno penso di saperne. Tutto ciò perchè ogni argomento nuovo, come molti ben sanno, apre le porte ad una vastità di altre conoscenze che spesso ancora non si possiedono. Una struttura ad albero che neanche mille vite permetterebbero di raggiungere in modo asintotico l'enigma della conoscenza dello scibile umano. Per quanto riguarda il negozio, anche se ho perso inizialmente molto tempo, posso dire che è frutto della mia pazienza e soprattutto delle mie braccia. Ho progettato l'allestimento, così come ho sostituito il soffitto, il sistema dall'allarmi ed il sistema di telecamere. Oltre a tutto questo, oltre alla scelta della strumentazione, mi sono impegnato anche in piccoli particolari di contorno. Per esempio ho progettato a computer l'incontro elettrico della porta d'ingresso, perchè il fabbricante della serratura non prevedeva la tipologia adatta per la mia porta. Non potendo inserire serrature diverse e non volendo cambiare porta per ovvie ragioni, ho pensato di realizzarla personalmente e farla tagliare col laser. Come dice sempre un mio collega, dentro ogni orologiaio dovrebbe scaturire lo spirito di MacGyver.
Conto di pubblicare alcuni interventi che spero possano essere di vostro cortese interesse.

Un saluto a tutti. Carlo

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Re: AISOR Stories - 13. Franchi Carlo Pietro

Messaggio da leggere da Paolo Antolini » lun mag 03, 2021 5:53 pm

Posso solo dire... SPETTACOLARE... :clap: :clap: :clap:
Anzi aggiungo che si sente" la passione che ci metti e mi spiace de c0mmento tardivo.
Davvero complimenti per tutto ciao Carlo
Ad maiora

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Re: AISOR Stories - 13. Franchi Carlo Pietro

Messaggio da leggere da Primero61 » ven mag 07, 2021 11:40 pm

Ciao Paolo, grazie molte anche a te....Si,......la mia è proprio una grande passione lavorativa.....

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Re: AISOR Stories - 13. Franchi Carlo Pietro

Messaggio da leggere da Paolo Antolini » mar ago 17, 2021 4:55 pm

Si sente, si percepisce.
Ad maiora

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