AISOR Stories - 3. Francesco De Honestis - Milano (MI)

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AISOR Stories - 3. Francesco De Honestis - Milano (MI)

Messaggio da leggere da Giacomo » lun giu 01, 2020 12:01 am

AISOR Stories: Francesco De Honestis



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Il terzo ospite che abbiamo scelto di intervistare per AISOR Stories è Francesco De Honestis, titolare della “Gioielleria Zingaro dal 1952 di F. De Honestis“ di Milano.

Francesco, grande appassionato di orologeria, è un abile riparatore e restauratore. Nel suo negozio è possibile vedere una vasta collezione di attrezzatura di orologeria d'epoca e molti meccanismi e orologi di tutte le epoche, ma leggiamo un po la sua storia:



  • Ciao Francesco, ci racconti come e quando è nata la tua passione per l'orologeria?

La mia passione per l’orologeria è nata a colpo di fulmine, quando titubante per la decisione che avevo preso, di inscrivermi alla sezione di Orologeria del Cesare Correnti, mi aggiravo per i corridoi della scuola, finché non mi trovai di fronte un’aula molto particolare. Quest’aula (che scoprii poi essere quella del del terzo anno), mi aveva colpito poiché grazie alle sue pareti a vetri permetteva di osservare il suo interno. Alla vista di tutte quelle macchine, lavatrici, crono comparatori, banchetti da lavoro e immagini di orologi, straordinarie, bellissime, affisse ai muri, raffiguranti anche esplosi di orologi…alla vista di tutto ciò rimasi affascinato. Successivamente la mia attenzione venne subito catturata dall’esploso di un movimento ad applicazione elettromeccanico della Kienzle, cosa che oggi mi fa sorridere...ai tempi mi venne freddo ai piedi e me ne innamorai immediatamente, era qualcosa che non conoscevo, non decifravo, ma mi piaceva molto.



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  • Come hai iniziato a lavorare nel settore?

Iniziai a lavorare come apprendista, anzi come garzone nel doposcuola presso un modesto orologiaio di periferia, vicino al mio vecchio luogo di residenza.
La gavetta fu completa, con pulizia di gabinetto compresa, di commissioni e riparazioni di sveglie e svegliette da viaggio come le EUROPA a una chiave.
Il titolare rimase sorpreso quando gli chiesi le bussole di ottone, il set per le quattro ruote che si usuravano rapidamente e che a scuola sin dal primo anno, mi avevano tanto raccomandato di sostituire durante la revisione.
Essendone sprovvisto, mi consigliò di andare da Sarchi in via del Bollo e li trovai il MONDO!
Non vi ero mai stato prima e li ebbi modo di vedere gli “Orologiai” e i fornituristi, tutto quell’ambiente folto e variopinto che popolava il centro di Milano, un mondo scomparso ma vivido nei miei ricordi.



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  • Da chi è stato fondato il laboratorio?

Questa attività è stata fondata da Michele Zingaro nel 1952.
Inizialmente come laboratorio di orologeria e rivendita di orologi come a quei tempi era consuetudine fare, in corso di Porta Vigentina, non molto distante da dove sono adesso.
Un locale minuscolo e strettissimo…tuttavia si sa, un orologiaio non necessita di molto spazio per poter lavorare. (All’inizio…)
Successivamente il Buon Michele si mise a frequentare l’IGI (Istituto Gemmologico Italiano), da quel momento incominciò la vendita di gioielli e di conseguenza il negozio ottenne la qualifica di gioielleria.
In seguito il negozio mantenne e proseguì questa doppia attività anche dal sottoscritto, essendo anch’io diplomato I.G.I.



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Michele Zingaro nel nel negozio di porta Vigentina insieme ad una cliente d’eccezione :
Nives Zegna, Miss Italia 1956 e presentatrice RAI .
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  • Cosa rappresenta per te l'orologeria?

L’Orologeria è la mia vita la quasi totalità della mia vita, è la mia realizzazione come uomo come amante della tecnica, del bello e soprattutto è una fonte di conoscenza che non finisce mai, che non smette mai di stupirmi ed incuriosirmi, esattamente come la prima volta che da ragazzo, vidi uno spaccato di orologio affisso al muro.




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  • Di quali settori ti occupi principalmente?

Sono un riparatore e restauratore, non mi occupo di assistenze tecniche pur avendo lavorato per tanti Anni per l’importatore della Zenith e della Tag Heuer, la Guido De Scombes.
Personalmente cerco di lavorare bene su tutto, in questo modo sono costretto a fare ricerche per preparare un lavoro, a studiare e a far prove.
Non mi interessa il tempo che impiego, perché il mio vero interesse sta nell’acquisire conoscenza e fare un buon lavoro.



  • Qual è la tua specializzazione?

Di base, come ho accennato prima, ho una buona conoscenza della Zenith e della Tag Heuer, avendoci lavorato come tecnico orologiaio per tanti anni, attualmente mantengo un ottimo rapporto con l’azienda distributrice.
Non avendo vincoli, restauro tutti i grandi Brand nessuno escluso e mi occupo di orologi e pendoleria antica.
Comunque per fare bene un lavoro, un tecnico o un artigiano deve, secondo me, distaccarsi dalle proprie emozioni... deve essere neutro.
Bisogna pensare a che problemi di funzionamento ha un determinato orologio e come risolverli nel modo più opportuno, è inoltre necessario ben comprendere com’era esteticamente per poter riportarlo alla sua rifinitura originale.




  • In questi anni ti saranno passati per le mani moltissimi orologi... quale tra tutti ti è rimasto nella memoria e perché?

E’ difficile rispondere a questa domanda in modo assoluto, per essermi rimasto impresso nella memoria significa che non devo più averlo incontrato…tuttavia c’è un’orologio che mi rimarrà sempre impresso nella memoria. L’orologio in questione è un Vacheron Constantin automatico, un classico semplicissimo, lineare con dei rulli in rubino sul cuscinetto della massa oscillante in oro massiccio.
Quest’orologio mi trasmetteva l’idea di un qualcosa di Eterno…




  • Quale tipologia di orologi preferisci?

Tutti...Il Vintage di tutte le marche, gli orologi antichi, ma anche quelli moderni, gli orologi sono proprio belli…bisogna tener conto che una volta OGNI MARCA DI OROLOGI, COSTRUTTORE DI MECCANISMI, ESPRIMEVA UNA TECNO-DIVERSITA’.
Per questa ragione anche gli orologi di fascia media erano belli e particolari. Al giorno d’oggi quest’aspetto è quasi del tutto sparito. Tra le realizzazioni moderne mi piace tantissimo il “Freak” di Ulysse Nardin un’orologio costruito con le piu’ moderne tecnologie e sicuramente innovativo nel design.






  • Oltre ad essere un professionista del settore, sei anche un collezionista?

Si, ho una collezione di orologi da tasca, da Aeroplano, da autovettura, svegliette e orologi da scrivania. Posseggo degli Zenith molto belli e il mio Submariner 5513 che ho ormai da 35 anni, acquistato con enormi sacrifici, da un collega.
In negozio ho dedicato delle ampie vetrine a tutti questi orologi in modo da condividere con i clienti ma anche con semplici curiosi, questa vasta raccolta che sembra un’accozzaglia ma che in realtà vuole esprimere l’evoluzione degli orologi attraverso tutte le realizzazioni di cui sono in possesso.



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  • Che piani che hai per il futuro?

Di fare questo lavoro meglio che posso continuando a studiarlo finché potrò farlo.
Mi piacerebbe dotarmi di macchinari come torni e frese a controllo numerico che necessitano del saper utilizzare determinati software come Autocad.



  • Una tua considerazione sull'orologeria nel futuro.

Fare qualcosa di bello anzi, superare quanto fatto sino ad oggi…è una bella sfida,bisogna riconoscere che attualmente ci sono comunque molte realizzazioni di altissima gamma, pluricomplicati costruiti con tecnologie avanzatissime, ruote e spirali in silicio, forgiature di ruote con profili impensabili con utensili tradizionali, sono a dir poco straordinari e mi lasciano a bocca aperta.
Comunque il fatto che si producano delle macchine pluricomplicate ed estremamente costose non mi dà la certezza che queste siano degli orologi migliori. Le nuove tecnologie consentono lavorazioni incredibili, tuttavia e siamo al paradosso, non ho mai riscontrato risultati, in fatto di precisione, migliori di un buon orologio ben regolato del secolo passato.
Nell’intenzione di coniugare precisione e tecnologia meccanica la Seiko realizza un orologio come lo Spring Drive dove una grande profusione di meccanica maschera un raffinatissimo sistema elettronico che in realtà è il cuore dell’orologio che regola la precisione. L’orologio meccanico ha un fascino enorme e manterrà sempre un richiamo immenso, sia esso moderno o antico, magari di famiglia, per un cliente investire in un restauro dà a noi la possibilità di continuare a fare il nostro lavoro e al cliente di portare al polso tanta qualità, avendo speso una somma con la quale non si può comprare nulla di qualità analoga, (parlando di oggetti nuovi).



Francesco ti ringraziamo molto per questa intervista e invitiamo i nostri lettori a segurci al prossimo appuntamento che sarà il 01 luglio.


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Lasciamo i tuoi dati per chi ti vorrà contattare:


Gioielleria Zingaro dal 1952 di F. De Honestis
Via Ripamonti Giuseppe, 3/A/5
20136 Milano (MI)
Telefono: 02 58321172
francescodehonestis@tiscali.it

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Re: AISOR Stories - Francesco De Honestis - Milano (MI)

Messaggio da leggere da Paolo Antolini » lun giu 01, 2020 12:39 pm

Mi hai fatto sognare e ripercorrere assieme a te la tua storia. Grazie mille, è un vero piacere aver letto il tuo racconto e trasmette tutto l'amore che metti nel tuo/nostro mestiere.
Ad maiora

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Re: AISOR Stories - Francesco De Honestis - Milano (MI)

Messaggio da leggere da watchmaker » gio giu 11, 2020 6:22 am

Bravo Francesco. Conoscendoti leggo in queste righe parole che vanno a confermare la tua eleganza sia nel pensiero che nei modi.
Complimenti per il tuo percorso e i risultati conseguiti!

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Re: AISOR Stories - Francesco De Honestis - Milano (MI)

Messaggio da leggere da ciclista » gio giu 11, 2020 10:31 am

È un piacere conoscere la storia e il lavoro di noti esponenti del settore.

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Re: AISOR Stories - Francesco De Honestis - Milano (MI)

Messaggio da leggere da Calico » gio giu 11, 2020 3:47 pm

Paolo Antolini ha scritto:
lun giu 01, 2020 12:39 pm
Mi hai fatto sognare e ripercorrere assieme a te la tua storia. Grazie mille, è un vero piacere aver letto il tuo racconto e trasmette tutto l'amore che metti nel tuo/nostro mestiere.
Concordo.
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Oramundo
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Re: AISOR Stories - Francesco De Honestis - Milano (MI)

Messaggio da leggere da Oramundo » gio lug 02, 2020 7:11 pm

E un piacere immenso leggere queste storie di uomini e meccanismi, d'altronde l'uomo è il meccanismo che l'uomo sresso non riesce a comprendere, la perfezione.
E bello fare quello che più ci piace.

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