QUIRICO FILOPANTI E LA CANNONATA DEL MEZZOGIORNO

Le ore con il sole.

A cura di: PALTRINIERI

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QUIRICO FILOPANTI E LA CANNONATA DEL MEZZOGIORNO

Messaggio da leggere da PALTRINIERI » sab ott 03, 2020 1:37 pm

QUIRICO FILOPANTI E LA CANNONATA DI MEZZOGIORNO
Giovanni Paltrinieri per AISOR

La storia della Misura del Tempo ha avuto nei secoli alcuni importanti mutamenti per giungere alla forma attuale. In un prossimo articolo ne descriveremo la metamorfosi: per ora ci limitiamo ad una descrizione finale relativa alla seconda metà dell’Ottocento, che ha visto la nascita del sistema orario dei Fusi e di un suo energico propugnatore: QUIRICO FILOPANTI di Budrio (BO), 1812-1894.
Nel 1796 si era passati dall’Ora Italiana a quella Francese, ma l’indicazione oraria quotidiana restava sempre legata a quella Locale. Quale primo atto si passò nel 1860 dal Tempo Vero a quello Medio, privilegiando in questo modo lo strumento meccanico a quello solare. Il motivo di questa impellente trasformazione, derivava particolarmente dal fatto che si iniziavano a realizzare le prime strade ferrate, le quali, percorrendo vie in senso Est-Ovest, riscontravano non pochi problemi di funzionalità oraria.
Alla Latitudine di Bologna, un grado di parallelo misura circa 80 Km; la distanza di 19,640 km comporta la variazione di un minuto di tempo segnato su due distinti misuratori solari. La città di Imola, per fare un esempio, posta a 28 km ad Est di Bologna lungo il parallelo, produce una variazione oraria solare di 1 minuto e 25 secondi.
Se ne dedusse, che era indispensabile stabilire un meridiano di base scavalcando tutti i riferimenti più o meno locali che generavano soltanto confusione. A tale proposito, nel 1866 con Regio Decreto si decise di adottare per le Ferrovie, Poste e Telegrafi con uso interno e per il pubblico, il Tempo Medio di Roma (anche se la Città Eterna non faceva ancora parte del Regno).
Allo stesso modo altri Stati Europei adottarono per Ora ufficiale quella della propria capitale, sebbene qualcuno si riferì da subito al Meridiano di Greenwich (Svezia, 1879), per ragioni essenzialmente commerciali. Ma il problema era ancora lontano dall’essere risolto, in quanto passando dall’ora di una capitale ad un’altra, il divario tra le due era di Ore, Minuti, Secondi.
Tra gli scienziati di quel periodo che si occuparono di un sì delicato intervento, vi fu l’italiano QUIRICO FILOPANTI (pseudonimo di Giuseppe Barilli), professore e politico, che già nel 1859 per primo aveva suggerito una sensata soluzione, pubblicata nel suo libro “Miranda”. Egli aveva proposto di dividere la terra in 24 settori meridiani o Fusi, numerati progressivamente in ore intere, ma coincidenti tutti nei minuti e secondi. In tal modo veniva a cadere l’ora riferita alla capitale, e se ne avvantaggiava il passaggio da un settore all’altro, mutando semplicemente il valore unitario dell’ora.
Passarono ancora diversi anni: la tesi del Filopanti fu del tutto dimenticata, per essere di nuovo ripresentata dall’ingegnere capo delle ferrovie canadesi Sir Sandford Fleming (1827-1915). Per Meridiano di base a conclusione di ripetute candidature e conseguenti votazioni, venne scelto quello passante per il meridiano di Greenwich, già usato in campo marittimo americano dal 1850, e di riferimento orario mondiale dalle Assicurazioni delle compagnie marittime di molti paesi.
Finalmente, con Decreto di Umberto I Re d’Italia datato 10 agosto 1893, si giunse alla definitiva regolamentazione:
Art. 1
Il servizio delle strade ferrate in tutto il Regno d’Italia
verrà regolato secondo il tempo solare medio del meri-
diano situato a 15 gradi all’Est di Greenwich, che si de-
nominerà Tempo dell’Europa centrale.

E’ bene a questo punto ricordare una lunga e apprezzata abitudine locale che ricalcava l’esempio della Capitale italiana: la cannonata del Mezzogiorno a Bologna.
L’idea sin dal 1886 era stata di QUIRICO FILOPANTI; dal sindaco Gaetano Tacconi era stata formalizzata la richiesta al competente Ministero, adducendo che si sarebbe operato a similitudine di quanto avveniva a Roma col cannone-meridiano di Castel S. Angelo.
Si iniziarono di conseguenza le prove per ricercare il migliore punto acustico, quale strumento usare, e dove realizzare detto segnale. Si sparò dalla Montagnola di Bologna, da Piazza Malpighi, dalla Torre degli Asinelli (con un petardo di speciale fabbricazione). L’Artiglieria asseriva che il posto migliore sarebbe stato la torre della Coronata, già Prendiparte, in via S. Alò. La soluzione non era certo facile, in quanto bisognava mediare tra diverse soluzioni al fine di ottenere la miglior resa col minor rischio per l’incolumità. Inoltre, vi erano diversi problemi tecnici, tra cui quello del vento che poteva rendere imprecisa la ricezione del segnale e quindi vanificarne la simultaneità di ricezione.

Il 14 marzo 1886 si sparò dal piazzale della caserma dell’Annunziata, e il colpo si sentì fino a Cento (FE). Ma il colpo sembrò troppo forte, e se ne diminuì lo scoppio; calatolo, risultò troppo debole. Finalmente il 7 aprile si sperimentò lo sparo con un obice dalla lunetta della via Panoramica (ora via Codivilla). Si definì che quella era la migliore soluzione e che non produceva nessun danno ai futuri infermi dell’Istituto Ortopedico, adducendo l’analogo esempio di Roma il cui cannone di Castel S. Angelo, era molto prossimo all’Ospedale S. Spirito.
L’obice era ad avancarica, calibro 220 mm, gola rigata, del peso di kg 2810, era stato costruito nel 1868 nella Regia Fonderia di Torino. Sulla canna, alla culatta, portava inciso lo stemma d’Italia, e il nominativo Missanello. Per la carica occorrevano circa due chili di polvere nera. L’undici luglio 1886 l’obice cominciò ad annunziare il mezzogiorno alla città, e il 31 dicembre a mezzanotte lo sparo notturno diede inizio al nuovo anno.
Lo strumento fece quotidianamente il suo dovere sino al settembre del 1915, in concomitanza dell’inizio della Prima Guerra Mondiale. Tornato il tempo di pace, del cannone non se ne parlò più sino ad un particolare avvenimento cittadino: l’inaugurazione dello Stadio Littoriale, avvenuto il 29 maggio 1927. In quell’occasione sarebbe intervenuto il Re e il principe di Spagna, e per solennizzare l’avvenimento, qualcuno pensò bene di rispolverare quell’utile quotidiano annuncio del mezzodì. Il giorno prima si provvide a riportare l’obice sul piazzaletto della via Panoramica traendolo dall’Arsenale di Porta d’Azeglio. Quasi si trattasse di un riabilitato sovrano rientrato da un lungo esilio, si formò un corteo militare formato da tre pariglie di cavalli montati, seguito da due ufficiali, da un sottufficiale e da 24 artiglieri, lo riportarono sul luogo ove era un tempo.
Lo sparo era regolato dall’Osservatorio Astronomico, che in pari tempo controllava l’Orologio di piazza Vittorio Emanuele (ora Piazza Maggiore). Il segnale avveniva per mezzo di una linea elettrica che partendo dall’Osservatorio arrivava all’Orologio di Piazza, continuando sino al capannone dove si custodiva l’obice. Il segnale era dato da una suoneria elettromagnetica che agiva simultaneamente nei due luoghi. Due minuti prima di mezzogiorno avveniva un primo segnale, poi, dieci secondi prima, un secondo segnale continuo avvisava dell’imminenza: l’istante fatidico coincideva con il termine del segnale.
L’obice fece ancora puntualmente il proprio dovere sino al 1940, all’inizio della Seconda Guerra Mondiale. Esso dipendeva dal III Artiglieria di Campagna sito a Porta d’Azeglio, comandato a quei tempi dal Colonnello Ricci. L’ultimo addetto all’operazione del quotidiano annuncio fu il Maresciallo Maggiore Albino Rocca, il quale puntualmente ogni giorno si recava con un soldato nella piazzola per svolgere un incarico ormai tanto caro ai cittadini bolognesi.
Chissà che un giorno, vista l’attuale tendenza a far riemergere antiche consuetudini, non si rispolveri anche il cannone di mezzodì a similitudine di quello che ogni giorno spara a Roma sul Gianicolo.
Nella foto: la preparazione per lo sparo di Mezzogiorno a Bologna, in una foto d’epoca.
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Re: QUIRICO FILOPANTI E LA CANNONATA DEL MEZZOGIORNO

Messaggio da leggere da Calico » sab ott 03, 2020 9:21 pm

Fantastico. Purtroppo non ho più mia nonna, classe 1892, per chiederle se anche da noi c'era l'usanza. Proverò domani a chiedere a mia mamma, classe 1930, se ha qualche notizia al riguardo. Dopotutto fino al periodo bellico avevamo una caserma militare, fatta saltare in aria dai partigiani, dove morirono una decina di giovani soldati, e un solo cannone che, quando venne il capo di governo dell'epoca a controllare la dotazione, venne fatto sparare dai 4 punti cardinali, spostandolo velocemente per far credere che ne avessimo più di uno.
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Re: QUIRICO FILOPANTI E LA CANNONATA DEL MEZZOGIORNO

Messaggio da leggere da rprisin » dom ott 04, 2020 2:34 pm

Grazie Giovanni per avermi fatto conoscere questo poliedrico e geniale scienziato, sconosciuto ai più. Purtroppo l'Italia è un paese in cui spesso mezze cartucce e quaquaraquà vengono osannate e tramandate ai posteri mentre vengono dimenticati grandi uomini intellettualmente onesti la cui colpa è quella di essere liberi pensatori, non allineati al potere e non conformisti
Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti
(L.Pirandello)

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Re: QUIRICO FILOPANTI E LA CANNONATA DEL MEZZOGIORNO

Messaggio da leggere da PALTRINIERI » dom ott 04, 2020 4:42 pm

Grazie, sono lieto di aver trattato di un personaggio davvero particolare e poco conosciuto. Cari saluti, Giovanni

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Re: QUIRICO FILOPANTI E LA CANNONATA DEL MEZZOGIORNO

Messaggio da leggere da Calico » dom ott 04, 2020 8:03 pm

No, da noi niente cannone: solo il suono delle campane delle chiese.
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Re: QUIRICO FILOPANTI E LA CANNONATA DEL MEZZOGIORNO

Messaggio da leggere da Giacomo » mar ott 13, 2020 6:17 pm

Grazie mille Giovanni. Sempre articoli molto molto apprezzati e interessanti.

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Re: QUIRICO FILOPANTI E LA CANNONATA DEL MEZZOGIORNO

Messaggio da leggere da Keplero » gio ott 22, 2020 9:59 am

G R A Z I E. Molto interessante come tutti gli altri articoli.

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